L’intossicazione alimentare in gravidanza è uno di quegli inconvenienti a cui si può andare incontro durante il periodo della gestazione.

Durante questa fase così cruciale e delicata nella vita di una donna, caratterizzata da gioie, forti emozioni e un’attenzione particolare alla salute, le future mamme sono particolarmente attente a ogni aspetto della loro vita, alla propria salute e soprattutto a quella del nascituro.

Tuttavia, è sempre possibile che si verifichi un’imprevista intossicazione a causa di ciò che si ingerisce, ovvero disturbi gastrointestinali causati dall’assunzione di cibi contaminati.

Ma si tratta di un evento che, se affrontato con prudenza, mantenendo la calma e adottando le giuste misure, può essere gestito tranquillamente preservando il benessere di entrambi.

In questo articolo, esploreremo insieme cosa fare in caso di intossicazione alimentare durante la gravidanza e l’importanza di una adeguata idratazione, fornendo consigli pratici e rassicuranti per la futura mamma e il suo nascituro.

Intossicazione alimentare in gravidanza: tipologie e sintomi

tipologie intossicazione alimentare in gravidanzaLa corretta alimentazione in gravidanza è fondamentale. Non riguarda semplicemente l’aumento di peso della mamma o lo sviluppo del bimbo, ma è una vera e propria questione di salute.

Soprattutto perché nel cibo che portiamo a tavola ogni giorno possono nascondersi dei pericoli che non vanno affatto presi sottogamba. Un’intossicazione alimentare in gravidanza infatti può avere conseguenze anche sul bimbo, se non gestita in modo oculato.

Le tossinfezioni alimentari si verificano in seguito all’ingestione di cibi o bevande avariati e contaminati da batteri, virus, parassiti dannosi per il nostro organismo. Spesso è il mancato rispetto delle basilari norme igieniche in cucina come la corretta cottura e il lavaggio adeguato degli alimenti,che può condurre a un’indesiderata intossicazione.

Ci sono molti tipi di intossicazione alimentare. Ma i patogeni più comuni e più pericolosi durante la gravidanza sono soprattutto:

 

  1. Listeriosi: causata dal batterio Listeria monocytogenes che può nascondersi in salumi e cibi trasformati e pronti da consumare, ma anche in pollame e pesce crudo, e latticini non pastorizzati o poco stagionati;
  2. Salmonella: il batterio responsabile della Salmonellosi è presente soprattutto in carne e uova crude o poco cotte, oltre che in cibi e prodotti caseari non pastorizzati;
  3. Escherichia Coli: un batterio naturalmente presente nell’intestino ma che può facilmente contaminare soprattutto frutta, verdura e acqua, che che lo si può trovare anche nella carne cruda o poco cotta, e nel latte non pastorizzato;
  4. Epatite A: un virus che si trasmette con acqua e alimenti contaminati (soprattutto verdura e frutta non lavata bene e molluschi crudi o poco cotti).
  5. Toxoplasmosi: infezione dovuta a un parassita di uccelli e mammiferi, ma che può colpire anche l’essere umano se assume alimenti contaminati (es. frutta e verdura non lavate bene). Se contratta durante la gravidanza, l’infezione può causare gravi danni al feto. Tuttavia, le donne che hanno già sviluppato gli anticorpi sono immuni e non corrono alcun pericolo, nemmeno per il feto.

Se sospetti di aver contratto un’intossicazione alimentare, è importante mantenere la calma e valutare sintomi. I più comuni includono nausea, vomito, diarrea, crampi addominali e febbre. Questi segnali potrebbero non essere necessariamente correlati all’intossicazione, ma è sempre meglio essere cauti e chiedere consiglio al proprio medico di fiducia. Saranno loro a fornirti le giuste indicazioni su cosa fare senza compromettere la salute tua e del tuo bambino.

Cosa fare in caso di intossicazione in gravidanza?

rimedi intossicazione alimentare in gravidanzaSe sei in dolce attesa e alle prese con un’intossicazione alimentare, è consigliabile regolare la propria alimentazione per superare la fase acuta, al di là dei farmaci che il medico ti avrà eventualmente prescritto di assumere.

Nei momenti iniziali, è opportuno astenersi dall’ingerire cibi per alcune ore, consentendo allo stomaco di riprendersi, e bere acqua a piccoli sorsi. Quando l’appetito torna, bisogna seguire una dieta leggera basata su carboidrati e fibre semplici, e in generale cibi facilmente digeribili, come:

    • crackers, fette biscottate e riso bianco;
    • patate;
    • carni magre;
    • banane.

Per contrastare la nausea, una tisana allo zenzero e limone può essere un rimedio efficace, così come l’assunzione di fermenti lattici, consigliata per ristabilire l’equilibrio intestinale. Mentre dovresti evitare assolutamente caffè, latticini, cibi grassi e zuccherati fino al completo recupero.

L’approccio preferibile in questi casi per alleviare i sintomi, è quello di reintegrare i fluidi persi a causa di vomito e diarrea, prestando molta attenzione a prevenire il rischio di disidratazione.

Perciò è consigliabile bere acqua pura e leggera come l’oligominerale Fontenoce, tisane calmanti, brodi e bevande energetiche fatte in casa. L’intossicazione alimentare richiede attenzione e precauzione durante la gravidanza e in allattamento. In questo caso, l’idratazione è ancora più importante perché aiuta a formare il latte che nutre il tuo neonato.

Accorgimenti e dieta da seguire per prevenire l’intossicazione alimentare

Prevenire è sempre meglio che curare. Puoi proteggerti da molti tipi di intossicazione alimentare in gravidanza seguendo una serie di accorgimenti, che riguardano non soltanto l’alimentazione in senso stretto ma anche tutto ciò che ruota attorno alla preparazione e alla conservazione dei cibi:

      • Lava bene frutta e verdura prima di consumarle;
      • Manipola con precauzione la carne cruda;
      • Non scongelare la carne a temperatura ambiente;
      • Conserva avanzi e alimenti deperibili in freezer o in frigorifero;
      • Non ingerire cibo rimasto fuori dal frigo o scaduto;
      • Evita che la carne cruda entri in contatto con altri tipi di alimenti;
      • Lava sempre le mani prima di cucinare e dopo aver toccato il cibo crudo;
      • Igienizza utensili e superfici di preparazione dopo l’utilizzo;
      • Cuoci il cibo a una temperatura abbastanza alta.

Alcuni alimenti andrebbero completamente esclusi dalla tua dieta quotidiana fino a dopo la nascita del bambino. Perciò non mangiare: carne, pesce e pollame crudi o poco cotti, latte crudo, uova e prodotti caseari non pastorizzati, frutta e verdura crudi – a meno che non siano state lavate e pelate -, street food, alimenti affumicati, cibi preconfezionati a base di insalata, pollo, prosciutto o frutti di mare, Hot dog o salumi, a meno che non siano riscaldati a 165 gradi. Infine, non trascurare l’importanza di assumere liquidi a sufficienza.

La scelta dell’acqua da bere in gravidanza è cruciale per il benessere di madre e feto. Fontenoce è un’acqua oligominerale con basso residuo fisso, sodio inferiore a 20 mg/L e nitrati ben al di sotto dei limiti raccomandati. Tutte caratteristiche che la rendono una scelta sicura e di qualità per accompagnare ogni donna in dolce attesa.

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